Quando un’impresa decide di finanziare in leasing un nuovo macchinario, un mezzo di trasporto o un immobile strumentale, la prima domanda che si pone è quasi sempre la stessa: “quale tasso mi offrono?”.
È una domanda legittima, ma parziale. La scelta della società di leasing incide su molto più del costo del canone: incide sui tempi con cui l’azienda può disporre del bene, sulla flessibilità in caso di imprevisti, sulla qualità del rapporto nel corso di un contratto che spesso dura diversi anni.
Capire come orientarsi tra le diverse offerte e tra i diversi tipi di operatori che le propongono è quindi un passaggio che vale la pena affrontare con metodo, prima ancora di guardare i numeri.
Perché la scelta della controparte pesa quanto il tasso
Un contratto di leasing non si esaurisce nella firma: accompagna l’azienda per tutta la durata del piano di rimborso, attraversa eventuali variazioni dei tassi di mercato, momenti di tensione di liquidità, richieste di subentro, cessioni del contratto, riscatti anticipati.
Una società di leasing che risponde in tempi rapidi a queste esigenze, e che conosce a fondo il bene finanziato, può fare la differenza rispetto a un operatore più economico sulla carta ma più rigido nella gestione operativa.
Per questo motivo, valutare “la società giusta” significa mettere sullo stesso piano condizioni economiche, tempi di risposta, competenza di settore e affidabilità della controparte.
I criteri economici da mettere a confronto
Il confronto tra preventivi va fatto su basi omogenee. Gli elementi principali sono:
Tasso fisso o variabile. Il tasso fisso blocca il canone per tutta la durata del contratto, a scapito della possibilità di beneficiare di eventuali riduzioni di mercato. Il tasso variabile, generalmente indicizzato all’Euribor, espone a un canone che può crescere o diminuire in base all’andamento dei tassi di riferimento. La scelta dipende dalla propensione al rischio dell’impresa e dalla durata del piano.
Canone anticipato (maxicanone). Un anticipo più alto riduce l’importo dei canoni successivi, ma impegna liquidità nel momento iniziale dell’operazione: va valutato in base alla cassa disponibile, non solo al canone mensile che ne risulta.
Spese di istruttoria e oneri accessori. Vanno sempre lette per intero, perché incidono sul costo complessivo dell’operazione al pari del tasso nominale.
Tasso di mora e soglie anti-usura. Ogni contratto di leasing è soggetto ai tassi soglia pubblicati trimestralmente ai fini della normativa antiusura: un buon preventivo è trasparente su questi aspetti fin dalla fase di richiesta, senza bisogno di ricostruzioni “a ritroso” in un secondo momento.
Tempi e flessibilità dell’istruttoria
Il tempo che intercorre tra la richiesta e la delibera, l’istruttoria, è spesso il criterio più sottovalutato, ma è determinante quando il bene deve essere consegnato entro una scadenza operativa (un cantiere che parte, una gara vinta, una stagione di lavoro alle porte). Società diverse hanno processi di istruttoria diversi per struttura e velocità: alcune valutano prevalentemente il merito di credito dell’impresa, altre attribuiscono peso anche al valore di mercato e alla rivendibilità del bene finanziato, un aspetto che incide molto nei settori con un mercato dell’usato consolidato, come il movimento terra o i veicoli industriali.
La specializzazione settoriale fa la differenza
Per le imprese di movimento terra, edilizia e autotrasporto, la specializzazione della società di leasing sul tipo di bene finanziato non è un dettaglio. Un operatore che tratta abitualmente escavatori, gru o mezzi pesanti conosce i valori di mercato del bene usato, i tempi di svalutazione, i canali di rivendita in caso di inadempimento: elementi che si riflettono direttamente nelle condizioni offerte e nella rapidità con cui viene presa una decisione di affidamento. Un operatore generalista, che tratta questi beni solo occasionalmente, tende invece ad applicare parametri di valutazione più prudenziali, con tempi di istruttoria più lunghi.
Quale società scegliere?
Ogni società di leasing ha una propria politica di rischio, un proprio plafond disponibile su un determinato settore o cliente, una propria sensibilità verso specifiche tipologie di bene. Per questo, la stessa richiesta può ricevere risposte molto diverse tra loro a seconda dell’operatore a cui viene presentata.
Un consulente indipendente, che non è legato in esclusiva a nessuna banca o società di leasing, può presentare la stessa operazione a più concedenti in parallelo, individuando quello più in linea con il profilo dell’impresa e con il bene da finanziare, mettendo a confronto condizioni economiche, tempi di risposta e propensione ad accettare il rischio specifico dell’operazione.
Domande frequenti
È sempre meglio un intermediario indipendente rispetto alla banca con cui l’azienda già lavora? Non è una regola automatica: se le condizioni proposte dalla propria banca sono competitive, può avere senso restare su quel canale, soprattutto per operazioni semplici. Il valore del confronto con più operatori emerge soprattutto quando il bene è specialistico, l’importo è rilevante, o i tempi di consegna sono stretti.
Quanto incide la specializzazione settoriale della società di leasing sul risultato finale? Può incidere sia sulle condizioni economiche sia, soprattutto, sui tempi di istruttoria e sulla propensione ad accettare il rischio, perché una società che conosce il mercato dell’usato di un determinato bene è in grado di valutarlo con maggiore rapidità e precisione.
Valutare da soli tutte queste variabili richiede tempo e conoscenza del mercato. SPALEASE confronta per conto dell’impresa le proposte di più società di leasing, individuando quella più adatta al bene da finanziare e al profilo aziendale, senza legami di esclusiva con alcun istituto.





